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Distribuzione fai da te.. oppure no?

PERCHE SCEGLIERE UN EDITORE RISPETTO AD UN AGGREGATORE DIGITALE

Viviamo nel mondo delle soluzioni “smart” ma anche in quello delle contraddizioni: siamo la società più comunicativa della storia ma anche quella più “distante”. Preferiamo condividere le nostre esperienze piuttosto che viverle; postare piuttosto che parlare.
Questa falsa credenza di essere “liberi” ci ha portato, in alcuni settori come la musica, a perdere dei diritti acquisiti dai nostri “padri autori”. Una delle ultime tendenze degli artisti è quella di rivolgersi a distributori digitali per fare uscire la loro musica sui siti dedicati (come Spotify, Apple music ecc..) bypassando gli editori che prima si occupavano della pubblicità e della vendita diretta dei brani nel loro catalogo.
Così, se negli anni ’90/2000 , un autore cedeva in licenza la sua opera ad un editore con cui aveva rapporti personali e di conoscenza diretta, ora preferisce passare da un sito internet compilando dei fogli senza nessun rapporto umano in maniera sterile e fredda: e tutto nel nome di un’ indipendenza che, di fatto, non esiste.
Ma rivolgersi a persone, piuttosto che a caselle mail, rimane comunque la scelta migliore: intanto avremo sempre un canale diretto che risponde in maniera celere e precisa conoscendo a fondo la nostra storia e, soprattutto, sapremo il nome e il cognome di chi sta curando i nostri interessi. Occorre tornare ad una forma di aggregazione vera e non digitale: parlare, confrontarsi, programmare le proprie strategie, essere visti come uomini e non come semplici numeri da processare. Un editore, oggigiorno, può fare la differenza proprio in questo: seguire attivamente i vostri progetti, creare connessioni, condivisioni, coworking con altri editori per fare volare ancora più in alto i vostri progetti. Inoltre sarete ancora più tutelati dal punto di vista legale avendo in mano contratti che mettono “nero su bianco” le proprietà meccaniche ed intellettuali dell’ opera stessa. Dobbiamo tutti insieme scardinare la falsa credenza del “da soli è meglio”: non si riesce ad avere successo da soli, togliamocelo dalla testa! I grandi progetti, le grandi produzioni, sono fatte di tanti uomini e tante donne che collaborano per raggiungere obiettivi ambiziosi.
Dobbiamo smetterla di vederci come tante piccole Cittá Stato ed riiniziare a fare squadra, insieme.

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