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IL DIRITTO D’AUTORE NELL’ ERA SOCIAL

Come posso avere la mia musica sulle storie di Instagram? E su Spotify?
Come mai la mia musica viene bloccata da facebook se faccio un video in diretta?

Sono alcune delle domande alle quali rispondiamo giornalmente ai nostri clienti che ci chiedono una consulenza editoriale.
Il mercato del diritto d’ autore ha subito un vero e proprio “giro di boa” con l’ esplosione dei social network: questi hanno rappresentato non solo un nuovo modo di comunicare ma, soprattutto, un modo diverso di mediare. Sino all’ avvento di “Spotify & co.” la rendicontazione per gli artisti avveniva in maniera puramente meccanica: attraverso società come SIAE avveniva una mediazione tra autori ed utilizzatori di musica (come bar, negozi, centri commerciali, ristoranti ecc.); Questi ultimi pagavano una licenza alla società di collecting ed erano , a questo punto, autorizzati a riprodurre nei loro locali la musica . La società di collecting, a sua volta, si adoperava (con diverse metodologie) affinché parte dei soldi raccolti dalle licenze fosse ridivisa agli autori stessi secondo accordi interni.
Con l’ esplosione dei social network tutta questa mediazione ha subito un notevole shock: quando, ad esempio, ci iscriviamo a Facebook firmiamo con l’ azienda della Silicon Valley un contratto “para-editoriale” autorizzando facebook stesso a pubblicare le nostre foto, i nostri post, i nostri pensieri, le nostre opinioni. Di fatto diventiamo “reporter” senza essere pagati in alcun modo…
In maniera simile, seppur con qualche differenza, avviene nel mercato della distribuzione digitale. Di fronte a colossi da miliardi di dollari di fatturato, le società di collecting hanno poco spazio di manovra: comandano i numeri! Per cui è Spotify a decidere il valore monetario dell’ utilizzazione ed a stabilire le tabelle di riconversione.
Se prima il guadagno di un artista dipendeva in gran parte dalla rendicontazione autorale delle sue opere, ora i guadagni dati dalle vendite sono irrisori ed il mercato si è spostato sul settore “live”. Ad oggi l’ artista guadagna se suona direttamente i suoi brani e non se questi ultimi sono riprodotti.
Rimane fondamentale l’ iscrizione ad una società di collecting per vedere garantiti i diritti di proprietà di una traccia e per avere comunque una rendicontazione precisa; le nuove generazioni tendono ad essere più “sbrigative” ed accomodanti verso questa tendenza che porta a vedere di fatto diminuiti i propri diritti sulle opere create. Per questo la nostra mission è anche quella di consigliare a tutti i nostri clienti il percorso corretto per rendere le proprie opere protette e tutelate sul mercato. Perché se gli autori saranno consapevoli dei loro diritti e dell’ importanza del loro lavoro, la categoria sarà più tutelata da tutte quelle micro speculazioni tipiche dell’ era social.

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