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Taylor Swift: musica ed economia di una numero 1 del pop

Il 13 Dicembre del 1989 nasceva Taylor Swift: ad ora una pioniera nella nuova economia del mercato discografico post-moderno.

Taylor Swift

Piccola Biografia:

Taylor Alison Swift è nata a Reading, nel sud della Pennsylvania.
All’età di undici anni, accompagnata dalla madre, va per la prima volta in visita a Nashville, dove riceve lezioni di canto da Brett Manning. Speranzosa di ottenere un contratto discografico, distribuisce una demo di canzoni in karaoke da lei interpretate ad ogni etichetta presente nel music row di Nashville.
Nel maggio del 2005 viene assunta come autrice di canzoni dalla SONY/ATV Tree, risultando la più giovane mai assunta dalla società.A quindici anni rifiuta di rinnovare per un altro anno il contratto con la RCA, in quanto l’etichetta non le permette di registrare le canzoni da lei composte.Continua ad esibirsi a Nashville, e qui al Bluerid Café, riesce a catturare l’attenzione di Scott Borchetta, che le propone di essere la prima artista della sua casa discografica appena fondata, la Big Machine Records, sua etichetta fino al 19 novembre 2018.

Chi, come noi, fa della discografia il proprio lavoro tende sempre a creare schemi e strategie “ad occhi chiusi”, quasi utilizzando dei paraocchi che velano la realtà ed il mercato in cui si va a lavorare.
Così, dopo diversi articoli con consigli utili su come creare la propria strategia ideale abbiamo scelto (in occasione proprio del suo compleanno) di analizzare Taylor Swift dal punto di vista economico e discografico poichè, la giovanissima cantautrice statunitense, è una sorta di pioniere di nuove strategie di marketing nel mercato discografico “post-napster”.

Gli artisti hanno reagito all’emergere delle piattaforme di stream con diverse strategie ma, in linea generale, quasi tutti loro hanno delegato le proprie etichette e distributori a mediare con i nuovi grandi portali e vendere i cataloghi in licenza. 

La giovane Taylor, invece, ha da sempre adottato una strategia che nel mondo del poker definirebbero “conservativa”: per prima cosa è stata una delle pioniere del servizio “Verified Fan” (lo approfondiremo nei prossimi articoli) facendo balzare le proprie entrate soprattutto grazie al merchandise. 
Un’altra strategia l’ha vista ritirare per alcuni periodi la propria musica sia da Spotify che da Apple Music.

Celebre è la sua scelta del 2014 quando, stanca dei pochi compensi ricevuti da Spotify decide di firmare un contratto esclusivo con Apple Music che manterrà fino a che, tre anni dopo, la sua casa discografica (la Universal Music Group) si accorderà con Spotify per distribuire la musica di Taylor con un accordo esclusivo nel quale, le stesse canzoni, saranno riproducibili per i primi mesi dall’uscita, solo a pagamento.

Un altro esempio lampante è quando lanciò sul mercato il suo album Reputation  che tenne lontano dallo streaming nella prima settimana e diede la possibilità ai fan di acquistarlo solo in formato fisico.
Risultato dell’operazione: più 1,2 milioni di copie fisiche vendute.
Dietro al modus operandi di Taylor Swift vi è una sottile e geniale logica economica: quella di frammentare il mercato e l’utenza finale in base alle proprie disponibilità economiche. Chi avrà più “liquidità” potrà comprare il supporto fisico oppure il merchandise dell’artista.I contenuti e le canzoni verranno comunque, ad un certo punto, rese fruibili per tutti ma a tempo debito.
Sicuramente stiamo parlando di un esempio, per tanti inarrivabile ma, come siamo abituati a fare si parte sempre dal “generale” per arrivare al “particolare”. In questo caso, il metodo utilizzato ha due punti di forza straordinari: la pazienza nel tenere celati contenuti per alcuni “pezzi di pubblici” e la perseveranza nel credere in quello che si sta facendo e, quindi, vendendo.

Per concludere, oltre ad augurare nuovamente un felice compleanno alla giovane pop-star americana, questo articolo è una celebrazione all’estro ed alla capacità imprenditoriale di una giovane grande donna del nostro secolo.

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